Bloggando e...dintorni (brevi note critiche e ringraziamenti) (Questo sito non è una testata giornalistica e non può considerarsi un prodotto editoriale ex L. 62 del 07/03/2001)
NEW »»» "Una emozionante dedica dal carissimo amico e poeta Raffaele Piazza", 28 marzo 2009 A Rossella (Angelo dalle ali invisibili) Sentieri ad iridarsi in uno spazio aperto voli angelo con i doni delle figlie inargenti il tempo disadorno a proteggere il poeta bambino dai rovi del male. Trovi il viatico e il poeta bambino porti in salvo dall’abetaia di aghi di ferro arrugginito e lo guarisci col miele e la fragola la fisicità di un uomo. Porti, angelo al bimbo poeta ceste di fortuna il raggio verde della gioia che sprizza dalle tue mani fatate la vera gioia, leonessa a sentinella della casa anima fai inossidabile e vittoria. San Michele ti sorride. Raffaele Piazza "Grazie Raffaele, immensamente. Hai un cuore grande e una grande penna. Grazie, Rossella"* * * Raffaele
ritorna, come sempre, nelle strade del tempo, nelle città della
memoria, affacciandosi con l'occhio saggio del filosofo, la penna
magistrale del poeta, il cuore sincero dell'uomo, nato per dare e
ricevere amore. "Buon compleanno, papà..." , 30 gennaio 2009 viaggi: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 Due foto tratte dal libro "Castelfranci (storia e immagini)" di Giuseppe Pullo stampato presso la Litografia dei F.lli Nigro, Ponteromito - Nusco (AV), che ritraggono mio padre da giovane lungo la via Pendino (foto a sx), che conduceva alla sua casa (foto a dx), nel borgo più antico del paese. Al mio matrimonio: anno 2001 Anno 2008: cofanetto lirico in Sua commemorazione: "La
Fata e il Poeta compie 1 anno! Per l'attività
svolta e l'impegno profuso, un sincero ringraziamento a tutti quelli che, insieme a me, hanno
creduto in un sogno, un progetto, un'emozione...", 26 gennaio 2009 "Dedicato ai miei amici" (leggi), 14 gennaio 2009 * * * Ho
letto e apprezzato le tue poesie "di denuncia", dal tessuto scabro e
tagliente. Un libro, "Lame da rasoi" (Joker 2007), che si fa leggere
tutto d'un fiato, scandito da un originale sarcasmo, attualmente
sociale e ironicamente ritmico, concepito da un istinto lirico/animale di sesso, cervello, cultura, avventura. Una lirica densa di morte e di vita, a strisce di scene come spezzoni di una pellicola, vetusta e dolorante, allegorica e graffiante. Erminia introduce, con sapienza e discrezione, il tema del sacro e del profano che, stavolta, alberga in una stanza all'odore di morte. Erminia è capace di creare un immenso lirismo del verbo, riuscendo ad elevarsi e ad elevare il lettore dalla dimensione piccola e lenta del terreno, per proiettarlo in un centenario epocale errato, dove una madonna "stregata" ritorna nella "bella signora", opaca e inquietante, attraversata ma non sconfitta, da una spada di luce, per la strada. Eccellente, come sempre, Erminia. Re: Grazie, Rossella, di questo commento che riscrive il testo in prosa,
addizionandolo di ipotesi e significati: infatti, nello scrivere non ho pensato
ai significati - che mi attendevo li aggiungesse il lettore (come state facendo)
- ma solo immagini, scene. quadri: in una dimensione teatrale e 'stracciona',
dalla scenografia agli attori di questo allestimento, prima e dentro a morte, e
poi insieme ad essa, come in tanta arte decadente, profanante. In
questa lirica Raffaele Piazza si rivolge ad una "fiorevole amica" e
offre al lettore il "senso" della quotidianità,
proposto in chiave di esplorazione sensoriale, in un viaggio che parte
da "stanze vegetali" (vista), assapora nel ricordo "sangue sudore"
(gusto/olfatto) e culmina nello "squillo del telefono" (udito). poi c'è
la sospensione dell'incredulità: "ferma il tempo"...e poi lento, il
ritmo del canto continua..."accarezzati la gioia dei capelli (tatto) /
porta in salvo la carta e l'inchiostro"...un imperativo sensuale che
esorta a toccare la bellezza e a portarla via lontano, nel luogo
"futuro anteriore", al sicuro, "nella mappa della tua mente". Monia ha talento, possiede un "carattere poetico" e un desiderio
costante di "lavorare" le parole, da lei definite "figlie" da allevare
e curare, giorno dopo giorno, con l'intento di raggiungere la massima
espressione lirica ed emotiva. Il senso dell'immensità nei colori di un tramonto, viene offerto al lettore come
una diapositiva proiettata in un immaginario volo nelle sfere alte del cielo,
sin dove Raffaele spinge la fantasia di chi guarda e di chi ascolta, il proprio
e l'altrui tessuto emotivo, "proteso ad altra meraviglia", senza "delusione" ma
solo con "rigenerazione". Infiniti
ringraziamenti a te,
Alessandro, gentilissimo e attento, come sempre, alla diffusione e
all'interazione artistica, a più livelli, in questo affollato
mondo di esordienti ed esperti, tecnici e improvvisati, scrittori e
lettori, che necessita assolutamente di editori come te, che ti
distingui per competenza e stile, muovendoti saggiamente con la
simpatia e la semplicità di un artista vero. Caro Alessandro, ho letto e aspirato il tuo "Canzoniere", tutto d'un sorso. Si fa scoprire, intero e snello. Una lettura piacevole, assorta, intensa. Sei stato asciutto e pregnante, il testo arriva e resta dentro. Sei bravo, tagli a fette il quotidiano, lo vedi e lo rivedi, rimestandolo nelle emozioni, come un saggio, un filosofo, come un poeta sconfitto dalla durezza della vita, dal tempo che fugge, dall'amore struggente e appassionato, ma anche un poeta vincente con la forza del verso, la perizia della forma e dell'immagine, l'efficacia della figura retorica; infine, e soprattutto, un poeta dell'anima, che riesce a carpire l'intimità e l'essenza delle cose (il gatto, la stufa, il muro, le crepe, i cachi, la grandine, la siepe...), che sembra si personifichino, tramite l'inchiostro sul foglio, per dar vita ad un abbraccio di gesti e sentimenti, in una danza lenta, profonda, affannata, sincera, eterna. Alla raccolta poetica "Canzoniere inutile" di Alessandro Canzian , 29 ottobre 2008 Una dimensione alta e senza compromessi, quella di Raffaele in "Chiara", pura nel suo flashback gotico-medioevale avventurato d'arte di ieri, al di là del vetro dello specchio di oggi, mattino di lamiere e palazzi sul filo di una diade costante lui/lei, presente/passato, che culmina nel punto sacro del sogno donde origina soffio di colombi, sparpagliato e aperto nella memoria del tempo reale/virtuale, unico/universale, velato di fragole e sorrisi nella quotidiana "aria della sopravvivenza". Alla lirica "Chiara" di Raffaele Piazza, dal Blog Erodiade, 15 ottobre 2008 Di
Raffaele si respira il quotidiano ad ogni passo, felpato di
suppellettili e arredi, oggetti e fotografie in una casa ordinaria, in
una vita ordinaria che però, ad un tratto, diventa straordinaria: "una
stella diurna...per le alberate della città". L'amore supera ogni cosa
con la sua magia rinforzata, naviga oltre le pareti della "camera",
approdando lungo "la linea della vita sulla mano", per riprendere e
continuare il suo viaggio, dicendo ancora: "ti amo e da qui parte ogni
cosa". I
viaggi di Raffaele, nel femminile universo rosa conchiglia, spogliano
la realtà dalla finzione, trasportano in una dimensione autentica anche
se onirica, glaciale anche se pulsante, di amore e vita nel
dualismo quotidiano dell'esistere. Carissima...ti ritrovo nel mistero della rete, stavolta il tuo blog apre un'orizzonte nuovo, dà il senso e l'immensità del mare, è salato e sagace come un granello di sabbia, sconfinato e chiaro come il profondo del blu... proprio come te, Vera! A Vera64 e al suo blog Romantica Ribelle, 18 agosto 2008Caro
Marco, ho aperto la tua storia, l'ho divorata ritrovando pezzi ed
esperienze, amori e dolori, emozioni e visioni molto comuni ai miei.
noi giovani sensibili e speciali abbiamo un sentire immenso che ci
detta un codice segreto, per parlare dal cuore al or di chi vogliamo
bene. Ed è in questa condivisione empatica che ci ritroviamo noi,
scrirttori di guerra e pace delle nostre anime sole. Sensualità al sapore di fragola,
strade al colore di arcobaleni, come i misteri delle età, nel
tempo fluido e inesorabile in un cammino verso il bene: tema, questo,
spesso ricorrente nella poesia di raffaele piazza, scorrere del
tempo/bene, fuga del tempo/male, tema stavolta stemperato nel blu
mare/cielo/mare con la complicità della "Musa", che
"gioca" a salvare il poeta dalla "selva oscura",
quindi dal noto simbolo del peccato e della corruzione, come da
dantesca memoria. Anche il poeta, come l'autore del Canto I dell'
Inferno, diventa simbolo dell'intera umanità e, smarrito nel
peccato, ricorda l'esperienza salvifica della sua musa purificatrice;
ma Raffaele Piazza, a differenza di Dante, non viene da quest'ultima
guidato, come Virgilio muove la Ragione nell'Opera dantesca, anzi
dalla stessa Musa viene “soggiocato” riconoscendo, al momento
della consapevolezza, “solo della musa il gioco”. Grazie Vera, in ogni senso! Sei una donna brillante, fuoco creativo e sorgente di simpatia, illumini e travolgi le persone che incontri, con la semplicità di un sorriso. A rappresentare "Deformazioni illusorie" un'evocativa immagine estremamente esplicativa: gli occhi delle parole, talvolta, riescono ad imprimere il senso delle cose, come una freccia mirata in un punto. Rilascio l'emozione dai miei occhi, alle mie parole per nuove creazioni (...) Ed ecco scendono come spuma di neve estrosa le fragili "Spose del Nord", ninfe attrici e spettatrici, dietro le quinte del tempo rosso fuoco/candido gelo, di frammenti esperienze partenze ritorni, oltre la pioggia all'alba rosata, dischiuse in umida rugiada d'amore. Ottima la tua capacità introspettiva che ha saputo cogliere la mia prospettiva poetica sia del testo che del commento; sottolinei, infatti, la mia metafora parole/occhi poesia/immagine e la chiudi con quell'apprezzato "sentire puro"... A Vera64 e al suo blog Romantica Ribelle, 26 maggio 2008 Partenze
e arrivi nell'afoso vuoto estivo, fotogrammi di luce nella fuga del
tempo: nella lirica "A illuminare il tempo", Raffaele Piazza è riuscito, come sempre, a far sognare il lettore, a condurlo
per mano nello sguardo d'insieme dell'esistenza, che comincia e
finisce attraverso i moduli ritmici del tempo, anch'essi incasellati
e definiti da un inizio e da una fine, scanditi dalle stagioni, dalle
lune, dal giorno e dai viaggi dell'anima. Una lirica in cui terra e
cielo si uniscono, per il tramite di palazzi a terrazze sulle nuvole,
dove raffaele posa il suo sogno e quel suo “rigenerarti
vorresti”...
Caro Antonio, sei stato eccellente nel dare
forma plastica ai miei versi artigianali, alle mie emozioni giovanili
dipingendoli con un tecnicismo non freddo e formale, ma vivo ed
accorato che, passando attraverso il calore del tuo cuore, ha
sfiorato tutti i colori dei miei sentimenti, fino a farli rapprendere
e stamparli in un arcobaleno visivo e narrativo: un nitido ed
introspettivo commento alle mie liriche embrionali, dove la tua voce
diventa essa stessa raffinata ed intensa elegia. Grazie di cuore,
Rossella Come acqua sorgiva, in “Paesaggio
bianco”,
la poesia di Raffaele Piazza disseta pulita e incontaminata, chiara
di visioni e soluzioni. Il suo è un paesaggio intimista che fa
da contrappunto a quello naturalistico del reale, in cui si specchia
un cielo “inazzurrato” di nuvole ed emozioni. |
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